Il DAITO-RYU Aikijujutsu (大東流合気柔術 = Grande Scuola d'Oriente dell'Aikijujutsu), è considerato in Giappone, una delle più nobili e antiche scuole di BUJUTSU
Le origini del Daito-Ryu possono essere collocate intorno all’anno 1087 d.C. ad opera di due nobili fratelli Samurai della Dinastia reale dei Minamoto, tali Minamoto no Yoshimitsu e Minamoto no Yoshiie, valente arciere il primo e fortissimo spadaccino il secondo, entrambi figli di Minamoto no Yoriyoshi, principe militare ereditario (daimyoo). I due principi ereditari combatterono nella guerra Gosannen contro il clan Kiiyohara ( 1083-1087), in quella circostanza Yoshiie era in difficoltà, fu raggiunto dal fratello Yoshimitsu e insieme espugnarono la fortezza di Kanazawa. Si racconta che durante la guerra, i due fratelli affinarono una antica arte di combattimento che altro non era che una lotta corpo a corpo, la TEGOI. Essi svilupparono nuove tecniche di lotta dissezzionando i cadaveri prelevati dal campo di battaglia studiandone le articolazioni. Yoshimitsu era il signore del castello di DAITO (da cui deriva poi il nome dell'arte). Il figlio di Yoshimitsu, Yoshikiyo, si trasferì successivamente a Takeda nella provincia di Kai, dove assunse il nome di Yoshikiyo Takeda dando così origine all’omonimo clan.
Gli insegnamenti dell’Arte sviluppata sul campo di battaglia furono poi trasmessi in segreto solo ed esclusivamente agli appartenenti al clan TAKEDA, che le ha tramandate pure ed immutate dopo quasi un millennio sino ai nostri giorni.
Nel 1674 alcuni documenti segnalano che l’influenza del clan Takeda si è sparsa per tutto il territorio d’Aizu, intorno al quale fioriscono numerose scuole marziali che insegnano solo ai bushi (guerrieri) del clan Aizu. Si contano 5 stili di scherma, 2 di Jujutsu (la famosa Mizu no Shinto-ryu e Shinmyo-ryu) proprie del clan Aizu più una miriade di scuole private che insegnano anche ai samurai di minor rango: 22 di scherma, 16 di Jujutsu, 16 d'armi da fuoco, 14 d'estrazione della spada, 7 di tiro con l'arco, 4 di lancia e 1 d'alabarda, falcetto con catena, bastone, lotta con l'armatura senza armi. Per due delle scuole menzionate, vige il divieto di dare dimostrazioni in pubblico.
Queste sono le due scuole segrete del clan Aizu, e cioè l’Oshikiuchi (già Aiki-in-yo-ho, poi Daito-Ryu Aikijujutsu) del clan Takeda, e il kenjutsu della Misoguchi-ha-Itto-ryu (oggi Ono-ha-Itto-ryu) del clan Aizu.
Nel periodo Edo (1600-1868) la città d'Aizu Wakamatsu nel distretto di Aizu era nota per la potenza del castello Tsurugajo fatto costruire nel 1384 (periodo Ashikaga) da Ashina Naomori (all'epoca daimyoo d'Aizu), e al tempo della rivolta guarnito dalle truppe del clan Aizu , addestrate dal clan Takeda che forniva anche i migliori samurai per la guardia dello shogun. Nel 1868 il nerbo delle forze bene resiste alle forze nemiche, contro cui combattono anche due formazioni di giovani Takeda addestrati nell'Oshikiuchi (il futuro Daito-ryu Aikijujutsu): la squadra Byakkottai (Tigri Bianche) e la squadra Joshigun (l'una maschile e l'altra femminile, entrambe formate da giovani tra i 15 e i 17 anni). Quando le armate Meiji si avvicinano al castello Tsurugajo difeso dal daimyoo d'Aizu Matsudaira Katamori, le due squadre accorrono in suo aiuto. Vedendo la struttura assediata e avvolta dal fumo e, pensando al peggio, essi compiono l'unico atto degno del bushido: il seppuku. Alle porte della città oggi sorge un monumento in memoria dei giovani Takeda suicidi.
La battaglia, benché ormai persa, in realtà continua altre quattro settimane, e il castello, che non era in fiamme come avevano creduto i giovani, è ancora in mano degli Aizu-Takeda. I superstiti, nell'esempio dell'eroismo delle giovani squadre scelgono di continuare a combattere sino alla morte, e come in passato, le famiglie commettono seppuku così che i loro mariti e padri non debbano preoccuparsi di loro in quanto la sconfitta è ormai inevitabile. Quando le armate dell'imperatore entrano nel castello non vi è un sol uomo vivo. In casa del capo-clan Takeda trovano 21 donne e bambini morti suicidi. Terminava così l'egemonia degli shogun. Ma termina anche un'era, quella dei veri samurai.
Con l’avvento del periodo Meiji, avviene quella che è definita la rivoluzione sociale dell’intero Giappone, che stravolge il concetto di caste. I samurai furono spogliati del daisho (la coppia di spade lunga e corta da sempre simbolo della classe militare del bushi)
SOKAKU TAKEDA, L’ULTIMO SAMURAI.
Pochi anni prima era nato un bimbo: Sokaku Takeda (1859-1943) che all'epoca aveva solo otto anni. Il padre, Takeda Soikichi, discendente della stirpe Takeda nel feudo di Aizu, lo aveva nascosto al sicuro, e ben presto il giovane Takeda oltre a studiare l'arte di famiglia, l'Oshikiuchi, inizia il suo musha shugyo (pellegrinaggio d'apprendistato), crescendo con quell'educazione era divenuto, senza volerlo, un ronin, ovvero un bushi senza padrone ( ricordiamo che il nuovo governo aveva abolito le classi e tutta la struttura sociale dei buke). Studia in tutte le migliori scuole di spada, di lancia e di bastone del paese sino a divenire talmente abile che pur portando in pubblico sino alla morte le due spade simbolo della casta abolita dei samurai, nessuno ebbe mai il coraggio di disarmarlo.
Takeda Sokaku fu molto criticato per il carattere irascibile e scontroso, per i modi altezzosi e arroganti, e per il disprezzo che pubblicamente nutriva nei confronti del nuovo ordine sociale. La sua figura va però misurata nel contesto di un Paese che soffriva d'una profonda rivoluzione, dove i valori radicati da millenni nell'animo dei bushi vennero gettati alle ortiche in pochi anni. Essi vedevano il mondo crollare sotto i loro piedi. Adeguarsi non era facile, soprattutto per le convinzioni morali e i condizionamenti così forti che avevano subito sin dall'infanzia. Alcuni reagirono.
Takeda Sokaku volle rinominare l'arte della scuola e la chiamò "Daito-ryu Aikijujutsu" per richiamarsi ai nomi e luoghi d'origine dell'arte e del suo clan: Il castello di Daito del principe Shinra Saburo Yoshimitsu Minamoto e la particella "Aiki" che derivava dall'antico nome "Aiki-in-yo-ho" dell'arte in epoca Edo.
Takeda Sokaku fu l'uomo che fece uscire l'arte dal riserbo e dal segreto secolare in cui si era tramandata, e la insegnò a moltissimi allievi. Benché analfabeta, teneva corsi e registrava tutto in appositi registri che faceva compilare e firmare direttamente agli allievi (registri conservati presso l'honbu dojo di Abashiri) con minuziosità impressionante, che oggi ci permette di ricostruire molti eventi con un dettaglio incredibile.
Ebbe molti allievi importanti: ministri, ammiragli, generali, magistrati, potenti magnati dell'economia d'inizio secolo, forze di polizia e anche futuri maestri d'arti marziali tra i quali: Matsuda Hosaku, Takuma Hisa,Yoshi Sagawa, Yamamoto Kaguyoshi, Taiso Horikawa, Kodo Horikawa, Yoshita Kotaro, Morihei Ueshiba (fondatore dell'aikido) e, ovviamente suo figlio Takeda Tokimune (1915-1993).